On The Run (Capitolo 9)

Ci avviciniamo sempre più alla conclusione della storia! In questo capitolo ho voluto dare particolare spazio al personaggio di James, ai suoi pensieri riguardo a Theodora e alla loro nuova situazione, ma anche a Jo e ad un episodio del suo passato che la lega a James.
Fatemi sapere se la storia vi sta piacendo! Potete lasciarmi un commento qui, oppure venite a trovarmi su Facebook, Twitter e Instagram, se preferite contattarmi in privato. Se invece la storia non vi piace, oppure avete notato errori che hanno assolutamente bisogno di essere corretti, scrivetemi comunque: fa sempre bene ricevere critiche costruttive!
Buona lettura!
∼Arkytior

(Capitoli precedenti: 1 2 3 4 5 6 7 8)

♠♠♠♠♠

On The Run

Capitolo 9

Era notte, e Theodora e James dormivano in macchina. Si erano sistemati, abbracciati, sul sedile posteriore. Theodora dormiva già da un pezzo, mentre James non riusciva a chiudere occhio. Guardava Theodora, addormentata tra le sue braccia, le accarezzava i capelli, e intanto pensava. Si chiedeva se stesse facendo la scelta giusta. Aveva rivelato i suoi sentimenti alla ragazza, che ora era diventata la sua fidanzata, e solamente qualche giorno prima la loro relazione aveva fatto un enorme passo avanti. Da quel punto non si poteva più tornare indietro: era impossibile ignorare il passato, ma James continuava a pensare che forse lui non era decisamente la migliore scelta che Theodora avesse. Quella ragazza meritava di meglio: era ricca, poteva avere qualsiasi cosa volesse, e poteva far cadere ai suoi piedi ogni uomo del pianeta, quindi che motivo aveva di perdere tempo con uno come James? Probabilmente si era affezionata a lui soltanto perché era in una situazione complicata, i suoi genitori erano morti, e lei non aveva più niente e nessuno a cui aggrapparsi. No, non andava per niente bene così. Una parte di lui voleva che Theodora vivesse la vita che aveva sempre meritato, magari con qualcun altro al suo fianco, ma un’altra parte sosteneva che Theodora avrebbe ancora avuto bisogno della sua protezione, anche dopo la fine di quella fuga. James non sapeva a quale parte dare ascolto, ma sapeva che avrebbe dovuto scegliere, prima o poi. E la scelta non sarebbe stata affatto facile.

A chilometri di distanza, nemmeno Jo riusciva a dormire. Pensava a Theodora, al pericolo che stava correndo, forse proprio in quel preciso istante. James era un mostro, e lei lo sapeva bene. Theodora invece non ne sapeva niente, ed era più in pericolo di quanto credesse.
Jo non l’aveva sempre pensata in questo modo. Ripensò a quello che era successo anni prima, quando aveva circa venticinque anni. James era il ragazzo della sua amica Sophie, una ragazza con lunghi boccoli biondi e tutte le forme giuste al posto giusto, che Jo aveva sempre invidiato un po’. James e Sophie si conoscevano da tanto, ma ufficialmente stavano insieme da circa una settimana. A Jo piaceva James, ma voleva bene alla sua amica Sophie, e non avrebbe mai e poi mai desiderato che James la lasciasse per una come lei. Jo non si reputava una ragazza bellissima: a volte si vedeva carina, ma altre volte no, e non le piacevano quasi per niente i suoi lunghi capelli rossi. Nonostante tutto, però, James lasciò Sophie per mettersi con Jo. Contrariamente a quello che Jo si aspettava, Sophie non andò su tutte le furie: semplicemente, reagì come la volpe che, non arrivando all’uva, dice che è acerba; affrontò la fine di quella relazione convincendosi del fatto che James non fosse altro che un tipo immaturo con i lineamenti del viso leggermente asimmetrici, che non era in grado di riuscire ad avere una relazione seria con qualcuno. All’inizio, Jo non le credette, perché sembrava andare tutto bene, ma dopo alcuni mesi tutto cambiò.
Jo stava insieme a James da quasi un anno, e la ragazza stava già cominciando a pensare ad un possibile matrimonio, dato che nella loro relazione non c’era assolutamente niente che non andasse. Aveva passato intere settimane a pensare a come organizzare tutto, anche se, in realtà, non c’era nessun matrimonio in programma. Jo aveva deciso di prendere l’iniziativa e di chiederlo lei stessa a James, durante la cena romantica che aveva organizzato apposta per l’occasione, in uno dei ristoranti più eleganti della città. Jo era emozionatissima, ma anche un po’ imbarazzata dalla situazione. Stava per proporre a James di compiere un passo importantissimo nella loro relazione, e sperava che tutto andasse nel migliore dei modi. Alla fine, riuscì a fare quella fatidica domanda a James, ma la risposta dell’uomo non fu esattamente quella che Jo si aspettava.
«Mi dispiace,» le rispose James. «Mi dispiace veramente tanto, Josephine…»
Di solito, Jo non si faceva mai chiamare con il suo nome completo, perché non le piaceva molto, ma le piaceva invece quando era James a chiamarla così. In quel momento, però, essere chiamata in quel modo era l’ultima cosa che voleva.
«Non so come dirtelo senza ferirti, Josephine,» continuò James. «Ma io non ti amo. Il mio cuore appartiene ad un’altra ragazza. Speravo che almeno tu mi facessi dimenticare quello che provo per lei, ma non è successo. Non puoi capire quanto mi dispiaccia dirti questo, proprio in questo momento…»
Quello fu l’esatto momento in cui il cuore innocente di Jo si spezzò irrimediabilmente. Non aveva mai sofferto così tanto, e giurò a sé stessa che non avrebbe mai più sofferto in questo modo per un altro ragazzo, chiunque egli fosse stato. Da quel momento iniziò ad odiare James McDowell come non mai, e sperò di non doverlo incontrare mai più… Almeno, fino a quel momento, fino a quando non aveva scoperto che la sua amica Theodora era stata rapita proprio da lui… O meglio, gli era stata affidata dal padre di Theodora, ma in realtà era come se la ragazza fosse stata rapita. Forse non avrebbe mai più rivisto Theodora, o forse l’avrebbe incontrata di nuovo, magari distrutta psicologicamente a causa di James, o chissà in quali condizioni… Forse non sembrava, ma Jo teneva veramente tanto alla sua amica, e ogni giorno pregava che stesse bene, che non le succedesse niente di brutto. Sperava che prima o poi sarebbe tornata a casa, sana e salva, e che quell’assurda fuga sarebbe finita; sperava che Theodora avrebbe tolto Harold Storm da quella posizione di potere, e che lei avrebbe preso il suo posto, come avrebbe voluto Arthur Smith. Jo sperava che quel giorno fosse più vicino di quanto pensasse: voleva solo che finisse tutto quanto, e che tornassero la pace e la tranquillità.

Su una spiaggia scozzese, Theodora e James passeggiavano scalzi sul bagnasciuga, tenendosi per mano, mentre il vento scompigliava i loro capelli. Anche se Theodora aveva legato i capelli, il vento riusciva a scompigliarle alcune ciocche più corte sulla fronte.
Theodora non aveva mai visto il mare. O meglio, non aveva mai visto quel mare. Era abituata all’oceano, al mare caldo e azzurro delle località turistiche per ricconi dove era stata in vacanza per anni, insieme alla sua famiglia, non certo al mare che circondava il suo Paese. Era una sensazione diversa, e a Theodora questo mare grigiazzurro sotto un cielo nuvoloso piaceva molto di più dell’oceano limpido sotto un cielo azzurro e un sole caldissimo.
«Sai, stavo pensando una cosa…» disse James.
«Che cosa?»
«No, niente, pensavo solo… E se il nostro incontro non fosse una coincidenza?»
«Che vuoi dire? Che siamo tipo predestinati, o roba del genere?»
«Beh, hai presente quando i fan danno un nome alle coppie famose di libri, film, telefilm, o anche alle celebrità, e uniscono tra loro i nomi dei membri della coppia?»
«Intendi qualcosa tipo… i “Brangelina”? Brad Pitt e Angelina Jolie?»
«Sì, esatto!»
«Quindi noi saremmo…»
«Theodora e James… “Thames”!»
«“Thames”… Come, il fiume, il Tamigi?»
«Già… E non ti sembra una cosa curiosa? È come se i nostri nomi fossero fatti apposta per stare insieme…»
I due smisero di camminare e si sedettero sulla sabbia, l’uno accanto all’altra, rivolti verso il mare.
«Io stavo pensando ad un’altra cosa, invece…» disse Theodora. «E se mio padre avesse scelto proprio te per portarmi in salvo, proprio perché sapeva che tu eri innamorato di me?»
«In che senso?»
«Beh, forse, dato che ci conosceva bene entrambi, ha pensato che avremmo formato una bella coppia, e allora mi ha affidata a te…»
«No, impossibile!»
«E invece no, credo proprio che sarebbe stato benissimo in grado di fare una cosa del genere! Pensaci: non gli è mai piaciuto molto nessuno dei miei ex-fidanzati, mentre tu gli eri simpatico. Avrà pensato anche lui che forse era meglio per me avere qualcuno di più ‘maturo’ al mio fianco…»
«Davvero?»
«Beh, questa frase può essere interpretata in vari modi, ma il succo della cosa è che forse mio padre ti ha visto come l’unica persona in grado di rendermi felice… Che ne pensi?»
«Se lo dici tu…»
James si avvicinò a Theodora e la baciò. La ragazza rispose al bacio, e per qualche secondo si dimenticò completamente del mondo che la circondava, e dei suoi problemi. Fu riportata alla realtà dal suo cellulare che vibrava, nella sua tasca. Soltanto una persona poteva chiamare quel numero, perciò si alzò e si allontanò di qualche passo per rispondere alla chiamata.
«Dora! Sei ancora viva!» disse la voce squillante di Jo, non appena Theodora accettò la chiamata.
«Sì… Certo che sono ancora viva… Qual è il problema?»
«Beh, per me il problema principale è la situazione in cui ti trovi, e ovviamente saprai anche tu che la tua situazione non è proprio drammatica ma poco ci manca…»
«Oh, andiamo! Sto benissimo, non c’è niente che non va!»
«Lo dici tu! Per quanto mi riguarda, la tua situazione è così critica che difficilmente potrebbe andarti peggio di così…»
Theodora guardò James, che, ancora seduto sulla sabbia, la fissava con uno sguardo preoccupato. Theodora si chiese cosa stesse pensando in quel momento.
«Comunque, cosa volevi dirmi?» chiese Theodora.
«La situazione sta precipitando, Dora,» le rispose Jo. «Devi tornare subito qui: Storm ha in mente di fare un discorso, domani, e si pensa che abbia intenzione di dichiarare il suo vero intento, cioè trasformare il Regno Unito in una dittatura, con lui a capo! Devi fermarlo, Dora!»
«Quell’uomo è un pazzo! Non sarebbe dovuto nemmeno essere al potere in questo momento! Ma perché nessuno sta facendo niente?»
«Te l’ho detto, hanno tutti paura di lui! Tu sei l’unica che può fare qualcosa per fermarlo… Ma purtroppo sei anche l’unica persona che Storm vuole eliminare, perché gli è d’intralcio!»
«Capito… La mia situazione peggiora ogni secondo che passa…»
«Oh, non sai quant’è vero! E poi, una volta liberata di Storm, dovrai liberarti anche di James… Te l’ho detto, non c’è da fidarsi di quello lì!»
«Non ne sarei così sicura…»
«Io sì, invece: fidati di me, e stai lontana da lui! Non si sa mai cosa potrebbe farti…»
«Beh, in realtà…»
«Oh, mio Dio! Non dirmi che… Va bene, Dora. Ne parleremo in un altro momento. Ora dobbiamo pensare a come fermare Storm. Tu mettiti in viaggio il prima possibile, così arriverai qui in tempo per il discorso.»
«D’accordo. Fermerò Storm.»
«Sei la nostra unica speranza, Dora.»
Jo chiuse la chiamata. Theodora si rimise il telefono in tasca e tornò da James.
«Problemi?» chiese James.
«Storm vuole diventare dittatore, e a quanto pare io sono l’unica che possa fermarlo… Dobbiamo tornare a Londra!»
«Ottimo!»
«Dobbiamo partire adesso, se vogliamo arrivare in tempo!»
«Andiamo, allora!»
Theodora aiutò James ad alzarsi, dopodiché i due si rimisero le scarpe e si incamminarono insieme verso la macchina.
«Ma chi è la ragazza a cui telefoni sempre?» chiese James.
«Oh, è una mia amica… Che non dice mai un gran bene di te…»
«Ah, sì? La conosco?»
«Non lo so… Conosci per caso una certa Jo Rayne?»
«Oh, mio Dio… Sei amica di Jo?»
«Quindi la conosci?»
«Purtroppo sì…»
«Perché ‘purtroppo’?»
«Beh, perché non è stata proprio una bella storia…»
«Che è successo?»
«Uscivamo insieme… Lei era giovane, entusiasta, e già pensava al matrimonio…»
«Non mi dirai che l’hai mollata sull’altare!»
«Beh, in realtà le ho solo detto di no quando mi ha fatto la proposta…»
«Difficile immaginare Jo in questa situazione… Ma si è arrabbiata così tanto per un ‘no’?»
«No, credo di averle detto anche che ero innamorato di un’altra… Sicuramente avrà pensato che la stavo tradendo con un’altra ragazza…»
«Complimenti! Proprio un bel modo di lasciare una ragazza! Conoscendo Jo, dovresti ringraziare di essere ancora vivo!»
«Eh già… Un po’ ha ragione ad odiarmi…»
«Mi dice sempre che sei un tipo pericoloso, che non devo fidarmi di te…»
«No, io non ti farei mai niente di male, Dora… Te lo prometto!»
«Davvero? Posso fidarmi di te?»
«Croce sui cuori!»
«Guarda che hai un cuore solo…»
«Chi l’ha detto?»
«Le tue idiozie da nerd dopo un po’ diventano veramente irritanti, sai?»

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: